NOT MOVING Flash On You - ITALIA 1988
NOT MOVING
Flash On You - ITALIA 1988
Provenivano da Piacenza, con gli abiti scuri, gli sguardi
torvi ed un’insana miscela di garage, punk, blues acquitrinoso, surf suonato
tra le nebbie della Bassa Padana.
In due parole, selvaggio R’n’R.
Affini per furia iconoclasta a band del calibro di New York Dolls, Cramps, Gun Club, ma con
lo sguardo rivolto anche alla psichedelia acida di 13 Floor Elevator e Seeds,
I Not Moving nel 1988 realizzano Flash On You (rimasterizzato e
ristampato dalla pisana Area Pirata nel 2016). Il disco segna il ritorno sotto
l’ala della Electric Eye di Claudio Sorge – agitatore culturale e architetto di
quegli anni formidabili per l’underground italiano – e arriva dopo un percorso
segnato da singoli fulminanti e dal precedente Sinnermen, un’opera capace di
mostrare le potenzialità della band malgrado il missaggio penalizzante (migliorato
nella ristampa del 2009).
La formazione "storica" – Rita “Lilith” Oberti (voce), “Dome La Muerte” Petrosino (chitarra), Antonio "Tony Face" Bacciocchi (batteria), Maria Severine Rocchetta (tastiere) e “Dany D.” Dallagiovanna (basso) - sostituito durante le registrazioni da Luigi “Milo" Milani - licenzia qui il suo testamento spirituale. È un lavoro meno propenso alle derive dark e psichedeliche del passato, ma intriso di un punk’n’roll torbido e furioso.
L’overture è affidata a una cover quasi irriconoscibile di
“Driver’s Seat” degli Sniff’n’The Tears: i Not Moving la masticano e la
spuntano fuori rigenerata, superando di gran lunga l’originale per urgenza e
tensione. Da lì, l’album si snoda attraverso nove brani magnetici: dai
garage-boogie travolgenti di “Looking For A Vision” e “Dog Day” fino alle
atmosfere di “Sweet Beat Angel” e “I Stopped Yawning”, tracce sospese in un
limbo affascinante tra il gotico albionico e il punk newyorkese, tra il graffio
di Siouxsie e il carisma di Patti Smith. Il fuoco dei sixties divora “Stupid
Girl” e “Bluesing”, mentre “Love Train” esplode in un funky-beat al
fulmicotone.
L’eccellente prestazione vocale di Lilith, che ostenta un
tono oscillante tra l’annoiato ed il furioso, il vortice sonoro prodotto dalla
chitarra di Dome La Muerte, il battito asciutto della batteria di Tony Face è
quello essenziale del basso, confezionano il feretro dei Not Moving che dopo
l’uscita dell’album ed il successivo tour divideranno le loro strade. Tony e
Lilith lasceranno la band, mentre Dome e Maria Severine - con formazioni in
continuo divenire - continueranno a utilizzare la ragione sociale del gruppo
ancora per qualche tempo, ma di fatto la storia della più selvaggia e abrasiva
band italiana degli anni Ottanta si chiude qui, tra i solchi di questo disco.
Sul finire del 2019, però, i pipistrelli tornarono a volare
radenti nella Batland e i Not Moving si reincarnano nei Not Moving LTD (Lilith, Tony, Dome, con l’aggiunta della giovane
Iride Volpi).
Hanno ancora gli stessi abiti scuri e gli stessi sguardi
torvi ma stavolta i volti sono scavati dalle rughe sotto cui si cela un accenno
di sorriso.
No, non si tratta dell’incipit di una fiaba dei fratelli
Grimm ma di quello di una storia di rock’n’roll che rinnova il passato
bruciando rimorsi e rimpianti.
Una storia che non vi racconterò oggi.


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