DROOGS Stone Cold World - US 1984







 













DROOGS
Stone Cold World - US 1984

Ric Albin e Roger Clay si incontrano nella Los Angeles del 1973. Hanno in comune l’amore per il garage rock degli anni ’60 e da quell’incontro al fondare una band, il passo è breve.

I Droogs (crasi di Doors e Troggs, ma anche il nome della gang di Arancia Meccanica di Kubrick), molto prima della nascita del movimento neo-psichedelico degli anni ’80, pescano a piene mani tra i classici dei sixties riproponendoli con rigore filologico.

Nel 1983, dopo una lunga gavetta fatta di esibizioni live, una sfilza di singoli e numerosi cambi di formazione che vedono Ric e Roger come unici membri fissi, la band si stabilizza con l’entrata nella line up del bassista Dave Provost, che prende il posto di Paul Motter e che contribuisce a caratterizzare il suono dei Droogs, ormai lontano dagli stereotipi garage.

L’anno seguente, Ric Albin alla voce, Roger Clay alla chitarra, Dave Provost al basso ed il nuovo arrivato, Jon Gerlach alla batteria che sostituisce Kyle Raven, incidono il loro primo Long Playing.

Stone Cold World, lungi dall'essere mera imitazione dei sixties, propone una visione desolata della metropoli californiana e si pone tra i manifesti del neonato movimento del Paisley Underground, mentre Provost entra a far parte anche dei Dream Syndicate che si preparano ad incidere Medicine show.

Le chitarre nervose e taglienti, la ritmica potente ed il canto ispirato che caratterizzano gli otto brani di Stone Cold World ci raccontano storie di amore e morte, di gioia e disperazione.

"Change Is Gonna Come", la title track e "Mr. Right" sono i tre brani che segnano indelebilmente quest’album, ma tutto è notevole in Stone Cold World, dal power pop/beat di “Set My Love On You” alla ballata psichedelica di “For These Remaining Days”, dal vivace boogie di "From Another Side" alla ruvida cover del classico dei Sonics, "He's Waiting".

Ed appare davvero singolare come le sonorità in particolare della tribale “Stone Cold World” e del pop-western di “Only Game In Town” vadano a coincidere con quelle che contemporaneamente sta sperimentando dall’altra parte del mondo, in terra down-under, una band altrettanto eclettica e stravagante come gli Hoodoo Gurus.

I Droogs, nonostante un discreto successo, raggiunto soprattutto in Europa - che tuttavia non li farà uscire dalla loro dimensione di band di culto - proseguiranno la loro attività tra alti e bassi fino a tutti agli anni ’90, quando scompariranno dai radar per ricomparire solo nel 2017 con l’album di inediti Young Gun.

E a quarant’anni da quel fatidico 1984, il Mondo Freddo Come la Pietra dei Droogs resta un’opera passionale che rimastica garage-rock, proto-punk e new wave sputando fuori una mistura entusiasmante che ne fa un piccolo capolavoro, uno degli album cardine del Paisley Underground e del garage rock tout-court.

 



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