X Alphabetland - US 2020


 













X
Alphabetland - US 2020

Il tempo passa inesorabile e lascia segni indelebili. Il mondo cambia, noi cambiamo e cambia il contesto in cui viviamo, etico, sociale, tecnologico. Ma esistono eccezioni. Esistono cose che improvvisamente riscopriamo uguali a se stesse. Alphabetland è una di esse e riporta i quattro protagonisti - ormai ultra sessantenni - e noi con loro, all’energia ed al fervore dei loro esordi.

Nel 2020 gli X pubblicano questo album nello stesso giorno dello stesso mese dell’uscita di Los Angeles, a quarant’anni esatti di distanza, rifacendosi direttamente a quell’esordio eccezionale e seguendone lo schema dell’alternanza tra voce femminile e maschile, in una parata di canzoni di rock’n’roll veloce e deragliato come ai vecchi tempi. La line up originale si ricompone dopo 35 anni. John Doe, Exene Cervenka, D.J. Bonebrake e soprattutto la chitarra corrosiva di Billy Zoom tornano a farci filare sull'asfalto incandescente delle Badlands californiane mentre Jeffrey Lee Pierce e Lux Interior osservano compiaciuti da ovunque si trovino.

Alphabetland forse non è l'album migliore degli X, ma li rappresenta perfettamente. Undici canzoni compresse in ventisette minuti di Punk'n'roll vivace e melodico che ti stende al primo ascolto. Oltre ai brani inediti - tra cui spiccano la title track, “Water & Wine”, “Strange Life” e “I Gotta Fever” - ritroviamo anche due ottimi rifacimenti di vecchi demo già editi nella ristampa del 2001 di Los Angeles: la frenetica “Delta 88 Nightmare” e “Cyrano de Berger’s Back” di Doe, già edita con i Flesh Eater nel classico A Minute to Pray, a Second to Die del 1981 e nell’album See How we are pubblicato dagli X nel 1987. Il disco si chiude con “All the Time in The World”, un talkin' blues in cui è stato richiamato in servizio l'ex Doors Robby Krieger - compagno di squadra del compianto Ray Manzarek, il produttore dei primi quattro album degli X -  che accompagna con la sua chitarra il recitato di Exene. “We are dust, it's true. And to dust we shall return, me and you. But it was fun while it lasted”.

Ma in questo disco non c’è nostalgia, quanto piuttosto l’esigenza di tracciare ancora una volta lo schizzo di un’America fuori tempo e fuori moda, tramite il Rockabilly fresco, conciso e potente, sporcato dal punk.

Quarant’anni dopo, la X che campeggia sulla copertina di Los Angeles è ancora in fiamme sotto il grande sole nero della città degli angeli.




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