THE PRIMEVALS Eternal Hotfire - UK 1984
THE PRIMEVALS
Eternal Hotfire - UK 1984
Scozzesi di Glasgow, i Primevals debuttano nel 1984 con The Eternal Hotfire, mini album
contenente sei tracce (rimasterizzato nel 2015 con 11 bonus tracks) che
mescolano frenetico garage rock, con una spolverata di blues e psichedelia,
rivelando influenze di band come Kinks,
Stones, Stooges, roots rock paludoso alla
Cramps e Gun Club, ma con un
tiro ed una voce tendente alla solarità degli australiani Hoodoo Gurus.
The Eternal Hotfire
è un tuffo rigenerante in un sound chitarristico travolgente e soprattutto
insolito per una band proveniente dall’isola albionica, che in quegli anni
stava iniziando a sperimentare l’invasione del brit-pop.
Le canzoni trasudano energia e distorsione, con testi che
parlano di amore, morte, sesso e ribellione. La voce graffiante di Michael Rooney, le chitarre di Tom Rafferty e Don Gordon, il basso di John
Honeyman, la batteria di Lefty
Burnett, creano un suono potente e coinvolgente.
Sei Brani, sei riff irresistibili, sei cavalcate selvagge e
carnali, in grado di condannare l’anima a bruciare nel fuoco eterno del
rock’n’roll che arde in “My Emancipation”, in “Blues At My Door” o in “See The
Tears Fall”.
Un tempo possedevo il vinile di quest’album - all’epoca in
cui l’alternativa erano solo le audiocassette - acquistato un paio d'anni dopo la pubblicazione in un negozio specializzato
di Napoli che si trovava vicino all’Università (il mitico Tatoo Records che
proprio in questi giorni ha tristemente chiuso i battenti) ma la storia della
mia copia - almeno per quanto mi riguarda - finì poco tempo dopo in una
stazione dei carabinieri durante una notte d’inverno.
Dopo essere stato in palestra ero passato da casa di un
amico per fargli ascoltare The Eternal
Hotfire che avevo faticosamente reperito nello storico negozio napoletano.
Poi andai al Cinema a vedere non ricordo più quale film.
All’uscita, a mezzanotte circa, trovai la mia gloriosa e
sgangherata Renault 5 bianca con un vetro infranto mentre dal sedile posteriore
mancava tutto ciò che vi avevo lasciato. Tra la refurtiva, oltre alla borsa
della palestra con il suo contenuto umido di doccia e di sudore e ad un
bellissimo giaccone da marinaio di panno blu, c’era il disco dei Primevals.
Era la prima volta che subivo un furto e, da questo punto di
vista, credo che quella disavventura possa essere considerata la My Emancipation, ma ciò che al ricordo
mi suscita un sorriso è la certezza che la mia compianta copia di The Eternal Hotfire - tra le poche
migliaia stampate - sia stata l’unica al mondo ad essere oggetto di un furto
con scasso e di un verbale dei Carabinieri in una notte di circa trentotto anni fa.



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