PAINTERS & DOCKERS Love Planet - AUSTRALIA 1984
PAINTERS & DOCKERS
Love Planet - AUSTRALIA 1984
Vita travagliata quella di Paul Stewart, cantante e trombettista degli australiani Painters
and Dockers, il quale a quindici anni ha perso il fratello maggiore,
giornalista, ucciso in Indonesia, a quarantotto è stato salvato da un trapianto
di fegato ed a sessanta è sopravvissuto ad una encefalopatia.
Forse è stata proprio la consapevolezza che la vita può
essere così fragile a spingerlo a fare musica veloce, divertente e caciarona. Power
pop, pub-rock, punk, new wave e rock’n’roll laido e stradaiolo animato dallo
stesso spirito primitivo alitato dagli Hoodoo Gurus (altri illustri e coevi
australiani) nei Romeo Dell’Età Della
Pietra.
Quarant’anni or sono, in quel meraviglioso 1984, nel cielo
australe di Melbourne, in cui brilla la croce del Sud, fa la sua apparizione il
Pianeta Dell’Amore dei Painters and
Dockers, sebbene in pochi si accorgano del Big Bang del Love Planet, forse perché oscurato da altri astri luminosi
avvistati quello stesso anno, come Hoodoo
Gurus e Beasts of Bourbon.
Tra le bellezze naturali che potete ammirare sul Pianeta dell’Amore, ci sono il pop
dinamitardo dell’iniziale “Fun Is Pain”,
il punk innervato di funk di “In My
Mind”, la travolgente progressione della magnifica “The Boy Who Lost His Jocks on Flinders Street Station” che nel
finale accelera fino a decollare e scomparire all’orizzonte a velocità
supersonica, il geniale dub-pop psichedelico, spruzzato di elettronica di “Love Planet” (vi sfido a rimanere
immobili mentre l’ascoltate), i sixties
che fanno capolino insieme a tromba e sax nelle folli accelerazioni di “You’re Suss”, il garage punk alla Hoodoo Gurus di “Mohawk Baby” e l’esplosione finale di “Hole Of My Love”, tiratissima e
demenziale vetta del punk australiano.
Love Planet, insomma, a volerlo definire in tre aggettivi, è
folle, strafottente e sfolgorante.
I Painters and Dockers, che proseguono - benché con lunghi
intervalli e con risultati sempre sopra la media - la loro attività fino ai nostri giorni, non
riusciranno più a ripetere l’alchimia di questo grande debutto.
Ma voi fatevi un favore. Procuratevi Love Planet ed immergetevi in trentasette minuti rigeneranti che vi
faranno dimenticare stress ed amarezza, e che sono la testimonianza di un luogo
e di un tempo, Melbourne del 1984, di cui i Painters and Dockers per una breve
stagione sono stati i dominatori incontrastati.
Il Rock'n'Roll, forse, ha salvato la vita di Paul Stewart ed un po' anche la nostra.


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