NICK CAVE & THE BAD SEEDS Your Funeral... My Trial - AUSTRALIA 1986
NICK CAVE & THE BAD SEEDS
Your Funeral... My Trial - AUSTRALIA 1986
È alquanto difficile scrivere di Your Funeral...My Trial, quarto album di Nick Cave & The Bad Seeds, pubblicato il 3 novembre 1986, a meno di tre mesi dall’uscita del precedente Kicking Against the Pricks, nel formato di doppio EP a 45 giri (poi ripubblicato come LP).
È difficile comprenderlo fino in fondo perché per riuscirci credo
che bisognerebbe aver sperimentato la dipendenza da eroina, cosa di cui per
fortuna ho fatto a meno.
Questo, infatti, è l’album più tossico di Nicholas che si
trova immerso fino al collo nel suo inferno personale.
Your Funeral è la
sinistra colonna sonora che sgorga direttamente dalle vene avvelenate del Re
Inkiostro, sulle cui possibilità di sopravvivenza, all’epoca, nessuno avrebbero
scommesso un centesimo.
Ridotti ad un quartetto, con Barry Adamson che compare solo in un paio di tracce, Blixa Bargeld, Mick Harvey, Thomas Wydler
e Nick Cave, incidono Your Funeral...My Trial agli Hansa
Studios di Berlino Ovest in qualche settimana di sessions caotiche, rese
possibili soprattutto grazie agli sforzi di
Mick Harvey e del produttore Mark
Ellis.
Il risultato sono otto cupi racconti di dolore e rimorso, di
amore e perdita, di vita e morte, di violenza e vulnerabilità. Sette brani
autografi, con in più la cover di “Long Time Man” di Tim Rose, nei quali King
Ink consolida il suo songwriting, amplia la sua gamma stilistica, usa la voce
in un registro più naturale e relega in secondo piano il latrato furioso del
passato.
Le chitarre sono ovattate, le melodie cupe e malinconiche. La
minacciosa potenza dei Semi Cattivi è ora più controllata.
"Sad Waters", collocata in apertura del vinile (la
versione CD disporrà le canzoni in un ordine diverso ed aggiungerà il grezzo
rock'n'roll di “Scum”) è una delle più belle canzoni d'amore di Cave, una
sontuosa ballata delicata e malinconica a metà tra Cohen e Dylan che rasenta il
capolavoro.
Poi arriva "The Carny", lunga quasi 8 minuti, con
la sua oltraggiosa ostentazione carnevalesca. Un'armonica lontana crea
un’atmosfera western mentre organo e xilofono esaltano l'effetto drammatico. I
carrozzoni di un circo, pioggia battente, fiumi di fango, la morte del ronzino
chiamato Sorrow (Dolore), parente prossimo del Ronzinante di Don Chisciotte,
sepolto dai nani in una fossa poco profonda e disseppellito dal diluvio per
diventare cibo per i corvi.
Cave si trasforma in un Tom Waits che suona un valzer
tragico e grottesco anche per i suoi standard.
Wim Wenders vorrà far suonare ai Bad Seeds questa canzone e
l’altro capolavoro “From Her To Eternity” nel suo film Il Cielo Sopra Berlino.
“Your Funeral... My Trial”, la canzone che dona il titolo
all’album - omaggio a un brano con lo stesso titolo del bluesman Sonny Boy Williamson - è un altro
capolavoro mozzafiato. È un tuffo nelle profondità della disperazione tinta di
macabro romanticismo. Il basso plumbeo e l’organo dolente si intrecciano alle
asciutte note di pianoforte creando un'atmosfera tanto seducente quanto soffocante.
"Stranger Than Kindness", con il testo di Anita
Lane, altera ed introspettiva Nostra Signora dei Semi Cattivi, ci conduce
al termine dello strabiliante lato A del 33 giri che si chiude sulla frase, “Sono estraneo alla gentilezza”.
Il lato B - che sebbene eccellente non riesce ad eguagliare
il lato opposto - si apre con l'inquietudine ancestrale e gotica di “Jack’s
Shadow”, in cui Jack uccide la propria ombra.
Il groove industriale e ipnotico di "Hard On for Love
" si presta ad un fugace ritorno ai Birthday Party e Nick, memore dei
vecchi tempi, declama la sua sboccata omelia.
L’oscura ed inquietante "She Fell Away" e la
conclusiva minacciosa ballata in crescendo "Long Time Man" completano
un album che, se non dovesse coincidere con la definizione di capolavoro,
quanto meno la sfiora.
Nick the stripper, più di ogni altra volta, si denuda
mostrando le proprie stimmate.




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