THE BEASTS Ultimo - AUSTRALIA 2024




















THE BEASTS
Ultimo - AUSTRALIA 2024

The Beasts, dal 2018 senza Bourbon - che hanno perso insieme a Spencer P. Jones e Brian Hooper - e dal 2021 anche senza Tony Pola, con James Baker a sua volta malato, tornano a cinque anni di distanza dal precedente Still Here con questo Ultimo, che sembra essere il commiato definitivo della band dopo quarant'anni di onoratissima carriera.

Ultimo, pubblicato il 13 dicembre 2024, si presenta con nove brani inediti e corredato da The Beasts Alive, bonus album registrato dal vivo nell’Agosto del 2023 al Factory Theatre di Sidney e al Croxton Bandroom di Melbourne.

Chiusura del sipario, dunque, su questa avventura australiana che ho amato come poche sin da quando le Bestie del Bourbon emersero prepotentemente dal calderone garage rock di quegli incredibili ed irripetibili anni ’80.

Estremo saluto, incandescente e graffiante come napalm e filo spinato, fragoroso e claustrofobico come si addice alle Bestie.

Addio a base di garage-blues urbano, oscuro e strascicato, umido e appiccicoso, perverso e straziato, registrato a Melbourne, in due giorni, con una line up formata da Tex Perkins alla voce, Kim Salmon e Charlie Owen alle chitarre, Boris Sujdovic al basso e James Baker alla batteria.

L’album si apre con il fuzz bruciante ed opprimente di “Shoot Me“ che conduce al blues malsano e semiacustico di “The Change” ed all’elettrica e fatalista “A Special Place”, ed il posto speciale per le Bestie - neanche a dirlo - è l’Inferno, in cui un giorno si ritroveranno con tutti gli amici perduti.

“Everything Is A Lie”, ci presenta i Beasts come una versione ancora più luciferina e dopata degli Stones mentre “Some Other Fucking Blues” sciorina - come anticipa il titolo - il blues, ma suburbano e sporcato di grunge anni ’90.

“Succubus”, malata e farneticante, “Hanging With The Hound”, “Fix It” e “The Ballad Of The Battle Of Rock’n’Roll” completano la scaletta tra pulsante garage-punk-blues e glam rock,

Nel disco dal vivo ritroviamo i Beasts of Bourbon come li abbiamo amati, con pezzi storici come “Hard For You”, “Drop Out” ed “Execution Day” e con le cover di “I Need Somebody” degli Stooges, piuttosto oleografica, e quelle ben stropicciate di “Strychnine” dei Sonics e di “Good Times” dei Nobody’s Children.

Grazie ragazzi. Grazie per avermi accompagnato per così tanti anni, grazie per le tante ore di piacere che mi avete donato, grazie di avermi introdotto al garage ed al blues tra i più sgangherati e malsani, grazie di avermi indotto, per vostro tramite, alla ricerca di altre band ed artisti che forse non avrei conosciuto.

Mi mancherete.



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