THE DARTS Boomerang - US 2024
THE DARTS
Boomerang - US 2024
Garage rock, surf, punk, ali di pipistrello e code di
lucertola.
Questi sono i principali ingredienti che bollono nel pentolone
delle quattro streghe di Phoenix, intente a preparare, con Boomerang, il loro quarto filtro magico.
Nicole Laurenne
(Farfisa e voce), Christina Nunez (basso),
Meliza Jackson (chitarra) e Mary Rose Gonzales (batteria) sono le
Darts, ensemble tutto al femminile, artefice di un garage rock evoluto e
frizzante, arricchito di fragranze variegate e che sembra ispirato, più che
agli originali sixties, all’ondata revivalistica degli eighties.
Le quattro ragazze statunitensi, infatti, sotto l’esperta
guida artistica e spirituale del vecchio punkettone Jello Biafra (frontmen degli indimenticati Dead Kennedys), hanno
studiato a memoria ed aggiornato la lezione impartita a suo tempo da Fuzztones, Fleshtones, Lyres e,
inevitabilmente, Pandoras (altra
all-girls band).
Apre le danze l’esuberante garage rock di “Hang Around“, dotato
di un guizzante riff di organo e chitarra elettrica, seguito dalla robusta “Are
You Down”, che nell’impostazione ricorda i Sonics.
Il singolo “Pour Another“, in cui Nicole esorcizza gli ormai
superati problemi con l’alcol, “Liar”, “Photograph”, “Hell Yeah“, “Welcome To My
Doldrums”, sono grintosi esempi di moderno e scatenato garage rock che inducono
a battere il tempo con i piedi.
Episodi più notturni e psichedelici in cui la voce di Nicole
si fa più suadente e sensuale sono, invece, l’eccellente “Your Show“,
caratterizzata da un giro di basso soul, l’atmosfera misteriosa e oscura di “Slither“
e il boogie rallentato di “Night“.
Ma ciò che lascia sbalorditi per freschezza e atipicità sono
i brani posti in coda all’album che termina con
il R&B di “Dreaming Crazy”, con la sarcastica e ritmata “You Disappoint
Me“ e con lo splendido mid-tempo di “The Middle Of Nowhere“, vera gemma del
disco.
Boomerang è un
disco fresco, ruvido e compatto, ingentilito da un vezzo melodico, che non
inventa nulla ma che lo fa con gran classe, convincendo vecchi e nuovi
garagisti - almeno per la sua durata di 31 minuti - che il nostro amato e
primitivo ciarpame garage rock, infarcito di elementi psych-punk-beat, sia la
musica più bella del mondo.




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