THE DEVILS Let The World Burn Down - ITALIA 2024


 



















THE DEVILS
Let The World Burn Down - ITALIA 2024

Lasciamo che il mondo bruci incendiato dal luciferino garage-rock-psychobilly-hard-blues messo in scena in Let The World Burn Down, quarto album del duo napoletano (si, avete letto bene) formato da Erica “Switchblade” Toraldo (batteria e voce) e da Gianni “Blacula” Vessella (chitarra e voce), che agli inizi del 2024 hanno sputato fuori dieci canzoni crude, fragorose e selvagge che emanano puzza di zolfo e rabbiosa ossessione blues.

The Devils (ragione sociale rubata al film omonimo di Ken Russell) proseguono nel progressivo allontanamento dall’hardcore degli esordi pur forgiando un impianto sonoro grezzo e primordiale di distorsioni esplosive e ritmiche micidiali, enfatizzato da uno stile irriverente e provocatorio che li rende - per forma e sostanza – un torbido incrocio tra i White Stripes, i Cramps ed i Black Keys.

Il canto psicotico e le scosse telluriche dei due partenopei, in cui convivono diverse influenze che - oltre quelle già accennate - vanno dagli MC5 ai Queen Of The Stone Age, agli italiani Not Moving, danno vita ad un album di heavy blues sulfureo e abrasivo che dichiara la propria vocazione internazionale grazie anche alla produzione di Alain Johannes (già con Chris Cornell, PJ Harvey, Queens Of The Stone Age).

Due le cover: “Big City Lights”, soul-r’n’b di Wilkerson Brown, portato in classifica nel 1966 da Cleo Randle e “Teddy Boy Boogie” dei Crazy Cavan’n’The Rhythm Rockers, trasformata dai Devils in “Teddy Girl Boogie”.

Discutibile la macabra e fumettistica copertina raffigurante Erica che, moderna Giuditta, mostra la testa mozzata di Gianni/Oloferne, troppo diversa per stile, colori ed atmosfera dalle copertine peccaminose dei lavori precedenti, senza dubbio più appropriate alle temperature torride dell’immaginario da B movie sexy-horror dei Devils.

In ogni caso, la coppia di diavoli partenopei, spavaldi e dissoluti, continuano più che mai ad indicarci la strada per l'inferno - che nel caso dei Devils non è lastricata di buone intenzioni - con un album dirompente, apprezzabile per vitalità e onestà, che evidenzia una sempre maggiore maturità di scrittura e di stile.





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