DAN SARTAIN Dan Sartain VS The Serpientes - US 2003
DAN SARTAIN
Dan Sartain VS The Serpientes - US 2003
Dan Sartain se ne è andato il 20 marzo del 2019 a soli 39 anni, lasciandoci privi del suo rock'n'roll essenziale e dal cuore sanguinante. Si, perché malgrado la sua irrequietezza e la sua oscura crudezza, probabilmente Dan era un romantico nato nel millennio sbagliato.
Ciuffo ritto sulla fronte, guance scavate, zigomi taglienti,
lo immagino all’angolo di qualche strada periferica del suo Alabama a cantare a
squarciagola con il ciuffo scompigliato dal vento notturno, imbracciando la sua
chitarra stonata.
Dan Sartain vs. The
Serpientes è il suo primo vero album, uscito nel 2003, dopo un paio di
autoproduzioni, che rivela come Daniel
Fredrick Sartain si sia nutrito per via endovenosa di Rockabilly anni '50 e
di garage rock anni '60, arricchiti da una spruzzata di country e di blues, da oscurità
e desolazione quanto basta, mescolati con un tocco di modernità fino a creare
una miscela personale che non tenta di replicare uno stile in particolare, ma
che parte da essi per spostarsi un po’ oltre.
"Tryin' To Say"
parte a tutto gas con una voce stridula e un giro di basso ronzante e Dan continua
a tenere alta la tensione di questo disco che brucia di vitalità con il surf-punk
di "P.C.B 98", con la spavalderia
sixties di "I Could Have Had
You", con la schizofrenia alla Pixies di “Leeches, Pt. 1”, con la cavalcata western di "Lonely Hearts" e con il grintoso baccano punk-blues di “Walk Among The Cobras, Pt. 1” (la
prima di una mini-suite in tre parti) e di “Metropolis”.
Episodi in cui il cattivo ragazzo diviene più riflessivo sono,
invece, “Cobras, Pt. 3”, splendida conclusione
country-reggae della trilogia dei Cobra, la malinconia per chitarra acustica ed
organo di "Place To Call My
Home", il blues urbano di “Romance”,
fatto ad immagine e somiglianza degli standard anni ‘50 al punto da ricrearne
il classico suono ovattato e gracchiante, prima che "Got That Feeling" ponga fine all'album con Sartain che, tra
Johnny Cash e una dolente tromba jazz, lamenta l'amore perduto.
Dan Sartain vs. The
Serpientes è un album che suona sincero e credibile perché il cantautore
dell’Alabama sembra aver vissuto ogni verso delle canzoni, sembra aver provato
ogni briciolo di dolore e sembra immedesimarsi in ogni frase velenosa che
pronuncia.
Dan Sartain vs. The
Serpientes è un album crudo e scarno, come la foto di copertina che ritrae
Dan con un cappio al collo, avvolto dall’oscurità; crudo e scarno come le
chitarre stridenti, le percussioni primitive e le linee taglienti di basso;
come la voce di Sartain, così cruda e scarna da poter appartenere solo a un (allora)
ventitreenne emaciato, nutritosi unicamente di ringhiante garage rock, di blues
crepitante e, probabilmente, di film hard-boiled con Robert Mitchum e Humphrey
Bogart.




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