JANE'S ADDICTION Nothing's Shocking - US 1988
JANE'S ADDICTION
Nothing's Shocking - US 1988
Nothing’s Shocking
è un disco potente e selvaggio, insolente e - malgrado la dichiarazione
contenuta nel titolo - deciso a scioccare sin dall’immagine di copertina che,
infatti, fu censurata. La copia del vinile di stampa Europea che mi procurai
nel 1988, all’epoca dell’uscita, è contenuta in una busta di gomma corrugata nera che nasconde completamente l’artwork di copertina.
Lo acquistai a scatola chiusa, dopo aver letto le ottime recensioni apparse sul Mucchio Selvaggio e su Velvet e la prima volta che lo poggiai sul piatto dello stereo lo ascoltai tutto di seguito, due volte, perché non potevo credere a ciò che avevo appena sentito.
È difficile immaginare e anche, forse, solo ricordare
quanto questo album suonasse nuovo sul finire degli anni ‘80 e quanto - con la
sua eclettica e visionaria miscela di hard rock, punk, metal, funk, scorie di
Velvet Underground, mistica psichedelica ed estetica decadente - sia stato
seminale per lo sviluppo del Rock Alternativo degli anni ’90 e 2000, a fronte
di una fase principale della carriera della band, durata appena dal 1986 al
1991, che produsse solamente tre album (di cui il primo dal vivo, peraltro
uscito per una etichetta indipendente, ed il terzo pretenzioso e poco
originale).
Gli Jane’s Addiction - che prendono il nome dalla passione
per l'eroina dell'ex coinquilina del cantante Perry Farrell - sono stati dei catalizzatori stilistici e
culturali, capaci di creare uno stile identitario, un’alternativa di successo
al solito mainstream, una visione
folgorante e corrosiva che abbatté le sbarre arrugginite di separazione tra i
generi.
Gli Jane’s Addiction hanno preconizzato un’intera stagione
del rock americano, creandone i presupposti artistici e commerciali.
La chitarra dirompente di David Navarro - un po’ Jimmy Page, un po’ Van Halen - il groove del
bassista Eric Avery e la tecnica
raffinata del batterista Stephen Perkins
hanno creato l’agglomerato sonoro fatto di sventagliate di elettricità e
torsioni strumentali ma infuso di una inaspettata vena melodica, il tutto
amalgamato dalla voce urticante e velenosa di Perry Farrell (all’anagrafe Peretz Bernstein) e dalla sua presenza
surrealista.
L’album si apre con l’intro di basso ed il riff psichedelico
di “Up the Beach” che è il preludio alla deflagrazione Zeppeliniana di “Ocean
Size”, programmatica nel titolo, che raggiunge proporzioni epiche grazie alle
sue dinamiche mutevoli ed alla chitarra infuocata di Navarro.
“Had a Dad” è
Hard‘n’Heavy saturato con la sfrontatezza del Punk e con il canto non
classificabile di Farrell. L’inquietante
"Ted, Just Admit It" (ispirata al serial killer Ted Bundy), vero inno
alla sperimentazione ed al crossover, con i suoi sette minuti rocamboleschi, il
ritmo ciondolante, le sue sfuriate chitarristiche, si aggiudica la palma di
brano più ambizioso e conturbante della raccolta al grido di sex is violent.
Segue la doccia elettrica e funky di “Standing In The
Shower… Thinking” impreziosita dalla chitarra urlante del solito Navarro.
La suggestiva "Summertime Rolls" - posta
all’inizio del lato B – rasserena momentaneamente con il suo andamento sognante
e la sua psichedelia moderna che ci riporta alle atmosfere di “Up the Beach”,
rendendo le due facciate dal vinile praticamente speculari, tra ritmi
esuberanti e melodia, mentre le sferzate di energia di “Mountain Song” (che fa
pensare ad un ibrido tra Led Zeppelin
ed Hendrix in epoca post-punk) e di ”Idiots Rule”, che sfoggia impertinenti
fiati funk su un impianto hard rock, ci conducono all’elegia elettroacustica,
deliziosamente ipnotica di “Jane Says”, capolavoro che offre uno dei testi più
toccanti di Farell.
Infine, dopo il breve interludio swing di “Thank You Boys”,
gli Jane’s Addiction si scatenano nello strepitoso finale di “Pigs in Zen” (nella versione CD),
melting pot di Metal, Grunge, svolazzi psichedelici e post-punk.
Nothing’s Shocking
è un album avanguardista, caratterizzato da una ampia tavolozza di influenze
che gli consentiranno di distinguersi dalla maggior parte dei dischi
proto-grunge del periodo e di spalancare le porte all'irruzione della scena
rock alternativa nel mainstream,
lasciando un segno indelebile.
All’uscita dell’album per la Warner Bros, tuttavia, gli Jane’s Addiction erano già dilaniati dai
conflitti interni che, unitamente a problemi di tossicodipendenza, avrebbero
portato la band all’autodistruzione tre anni più tardi.
Eppure, ancora oggi, il canto lirico e non ortodosso, le
linee melodiche di basso, la chitarra demoniaca e la batteria che sembra
provenire da un luogo alieno, suonano come se il mondo dovesse finire domani.





Commenti
Posta un commento