ALLISON RUN God Was Completely Deaf - ITALIA 1989
ALLISON RUN
God Was Completely Deaf - ITALIA 1989
Tra echi di Pink Floyd barrettiani e di Kaleidoscope, di Beatles sotto LSD e dei Kinks più sixties, tra scampoli di Robyn Hitchcok, Echo & The Bunnymen e The Smiths, nel 1989 gli Allison Run - brindisini e poi bolognesi di adozione - pubblicano il Long Playing God Was Completely Deaf, che segue i due EP usciti nei due anni precedenti e che grazie alla maturità della scrittura e dell’esecuzione strumentale mantiene inalterata la sua affascinante bellezza.
Sedici brani in tutto, anche se una buona parte sono solo
piccoli frammenti, bonsai che servono da punteggiatura tra i restanti dieci
brani ed è un peccato che non siano stati sviluppati perché taluni risultano di
pregevolissima fattura.
Amerigo Verardi e
i suoi accoliti ci invitano ad una serata al pub e servono l’effervescenza
ambrata al malto di “Smooth Dog”, della travolgente “Tangle of Love”, di “I’d
Like to Walk with Somebody”, di “As We Grope” e della spumeggiante “Giam-Siam”,
ma anche il british tea, scuro e profumato (e un tantino corretto con sostanze
lisergiche) di “The Red Moon”, della incredibile “Allison”, di “Above Ground”,
di “The Carsick Blues” e di “She’s Walking On The Bridge”.
God suscitò - come
già le precedenti uscite - grande interesse tra gli addetti ai lavori ed un
discreto successo indie, ottenendo buoni riscontri anche in Gran Bretagna.
Tuttavia, l’anno successivo gli Allison Run, si sciolsero inaspettatamente,
dopo aver partecipato al concerto del Primo
Maggio.
God Was Completely
Deaf resta comunque l’apice della neo-psichedelia italiana degli anni ’80.
Syd Barrett che incontra John Lennon per cantare canzoni di Robyn Hitchock e
Julian Cope mentre Amerigo Verardi è semplicemente uno dei migliori cantautori
italiani di sempre.
Peccato che siano in pochi a saperlo, perché - a meno di
essere completamente sordi, come Dio - non è possibile ascoltare questo disco e
rimanere indifferenti.



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