PASSION FODDER Fat Tuesday - FRANCIA 1986




















PASSION FODDER
Fat Tuesday - FRANCIA 1986

«Baudelaire con una chitarra elettrica», così nel 1987 il New Musical Express definiva Theo Hakola, nome che ai più non dirà nulla e che e difficilmente troverà spazio nei volumi dedicati alla Storia della Musica Occidentale. Tuttavia il cantante e chitarrista dei francesi Passion Fodder (che in realtà è nato e cresciuto a Spokane, USA) è un personaggio notevole come, del resto, la musica della sua band che Hakola formò nel 1984 a Parigi, con Lionel Dollet (chitarra), Pascal Humbert (basso), Benedicte Villain (violino), Jean-Yves Tola (batteria, poi nei 16 Horsepower) ed e in seguito Nicolas Magat (batteria).

Musica anarchica, nervosa ed articolata che sfida ogni categorizzazione, suonata da una posse di cowboys bolscevichi. Chitarre ronzanti e violini stridenti. I Velvet Underground che incontrano l'energia grezza del punk e la malinconia del country. Nick Cave, Robert Smith, Talking Heads, i Clash, frullati insieme fino ad ottenere una miscela instabile su cui si mantiene in equilibrio precario la voce inconsueta di Hakola che sputa parole traboccanti di indignazione predicando la sua visione dolorosamente cruda e contorta della vita.

A queste coordinate sonore corrisponde Fat Tuesday, il secondo album dei Passion Fodder. Dieci canzoni urgenti e corrucciate che bruciano di passione decadente e che si scagliano contro il tedio dell’esistenza.

“Luz Blanca” richiama i Velvet Underground già nel titolo, mentre il post-punk abbraccia il country solcato dalla chitarra slide in “St. Helens”.

“Heart Hunters” è una splendida e solenne ballata alla Cave che dopo otto minuti e trentaquattro secondi cede il passo alla stridula e convulsa cavalcata di “Mardi Gras”.

“Skin Poetry”, “In The Echo”, “Not Waltz Away”, sul lato B del vinile, sono composizioni personalissime. In esse si stemperano new wave, post punk, post blues e atmosfere mitteleuropee che contribuiscono a rendere Fat Tuesday  un disco indocile e inquieto, scandito da un perenne alternarsi di passione e angoscia di vivere.

Nel 1991, dopo altri tre album e il trasferimento a Los Angeles, i Passion Fodder chiuderanno definitivamente i battenti, privandoci del magnifico scompiglio prodotto dal loro anarco-country.




 

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