Labour Day Special Edition - THE GANG Barricada Rumble Beat - ITALIA 1987




















THE GANG

Barricada Rumble Beat - ITALIA 1987

Come mi è già capitato di scrivere su queste pagine digitali, ho incontrato più volte i fratelli Severini, soprattutto nei primi anni della loro carriera ed ho sempre apprezzato quelle chiacchierate che partivano dalla musica e finivano per somigliare a un comizio politico, in cui soprattutto Marino si lanciava con passione.

E l’ardore con cui i Gang propugnavano i propri principi morali e civili di libertà, uguaglianza e giustizia sociale si è sempre riversato nei loro album e non poteva certo mancare nel loro secondo disco, “barricadero” sin dal titolo.

Barricada Rumble Beat è puro combat rock, moralmente e musicalmente ispirato dai Clash da un lato e da Woody Guthrie dall’altro, in cui Marino e Sandro Severini affiancati da Pino Mustacchi e Giuseppe Serrani, cantano ancora in inglese malgrado l’essenza e l’accento profondamente marchigiani.

I Gang mettono a frutto l’esperienza maturata sui palchi d’Italia nei tre anni che separano Barricada dall’esordio di Tribe’s Union per sfornare quello che resterà uno dei migliori album di rock italico degli anni ’80.

Barricada Rumble Beat è un disco sincero in cui emergono, attraverso il filtro un po’ ingenuo della cultura popolare americana (oggi più che mai annichilita dall’imperialismo statunitense di stampo trumpiano), la denuncia civile e il senso di appartenenza.

Andy J. Forest e Billy Bragg offrono l’apporto di armonica, chitarra e voce in vari brani di questo album che percorre lo spettro sonoro che va dal R&B al folk, dal country al reggae, senza soluzione di continuità, passando per l’urgenza del punk-rock e che contiene inni battaglieri che spaziano dall’iniziale “Goin' To The Crossroads” alla travolgente “Blue Message”, dallo splendido gospel-folk di “Junco Partner” alla sferzante “Against Power-Dollar” e alla ritmatissima “Rumble Beat”.

Ma il manifesto ideologico dell’album dimora nella conclusiva “Not For Sale”, in cui Marino canta: “Discografici e managers sono scesi nella jungla rock, ci hanno promesso una gabbia tutta d’oro, ma per dimostrare che esisti non basta la tua faccia in copertina. Volevano imbavagliarci con un contratto, ma non è questa la fine di ogni band ribelle? In questa partita la posta in gioco non è ‘gloria e soldi’. Ditelo agli amici, The Gang non è in vendita”.

I Gang avrebbero poi trovato la strada maestra cantando in italiano e restando la band rock italiana indipendente più politica (non politicizzata) e, ancora oggi, una delle più amate, arrivando a calcare il palco romano del concerto del primo maggio alcune volte e poi subendo periodi di ostracismo a causa dei loro interventi scomodi tanto per la destra quanto per la sinistra.

Andatevi a rivedere su Youtube l’esibizione del ’91 sul palco di piazza San Giovanni in Laterano con “Socialdemocrazia” e Marino che invoca lo sciopero generale contro la Repubblica Presidenziale (!!) o la “Kowalsky” del ‘94 oppure ancora l’emozionante “Sesto San Giovanni” del 1° maggio 2009 a Reggio Emilia.

Ditelo agli amici, i Gang non sono mai stati in vendita.




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