VIVA SATURN Viva Saturn - US 1989

VIVA SATURN
Viva Saturn - US 1989
Quando l'incantesimo lisergico dei Rain Parade si dissolse in un
iridescente arcobaleno, i fratelli Roback – architetti di quel suono pastorale e sospeso –
separarono i propri percorsi artistici. Mentre David univa le forze con Kendra
Smith (fuoriuscita
dai Dream Syndicate) per dare vita al misticismo degli Opal, suo fratello Steven, già bassista
nella
"Parata della Pioggia", si riscoprì autore e
chitarrista, fondando i Viva Saturn.
Il progetto prese corpo tra le nebbie lisergiche di Los
Angeles e San Francisco,
germogliando dalle spoglie dell'ultima incarnazione dei Rain Parade: con Steven c'erano i compagni
d'armi John
Thoman e Will Glenn, supportati
dal tocco di Jack Waterson (Green On Red) e dalla batteria di Carlo
Nuccio.
L’esordio omonimo del 1989 è un EP che si muove come un’estensione naturale e, al
contempo, un’evoluzione del suono dei Parade. Sono cinque brani di un folk-pop-rock onirico, dove la voce
soffusa e malinconica di Steven Roback agisce come una carezza ipnotica.
Il turbinio psichedelico è alimentato da inserti di
violoncello e trame
d'organo che impreziosiscono la vivacità di “So
Glad” e “Brought It on Yourself”, fino a toccare il vertice emotivo nella
sognante nenia di
“Remember I’m Dead”, resa
spettrale dall'uso di nastri riprodotti al contrario.
Raffinato,
atemporale e baciato da una produzione cristallina, l'EP dei Viva Saturn
resta forse l'ultimo, autentico erede di quella stagione dorata chiamata Paisley
Underground. Un disco che
continua ad invecchiare con aristocratica eleganza. La band avrebbe poi consegnato alla storia altri
due capitoli di
pregevole fattura prima di sciogliersi definitivamente nel 1998, lasciando a Steven
Roback il compito
di proseguire, in solitaria, sulla via della perfetta melodia che è sempre
stata l’oggetto della sua ricerca stilistica.


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