BUON COMPLEANNO OLTRE LA VITA.
Il mio caro amico Francesco Calazzo, oggi, ha commemorato Rowland S. Howard con un post su Instagram, un tributo intenso e personale che, come sempre, mi ha toccato e fatto riflettere.
Il ricordo che lasciamo negli altri è uno dei parametri fondamentali per misurare il nostro valore, prima di tutto come esseri umani. Il valore di Rowland, sia come uomo che come artista, è indiscutibilmente elevato, se persone come me e Francesco, e molti altri che non l'hanno nemmeno conosciuto personalmente, continuano a ricordarlo a sedici anni dalla sua morte.
Come si evince facilmente dalle recensioni di alcuni suoi album pubblicate su questo blog, amo profondamente la sua musica e la sua anima, che Francesco definisce "tormentata" e io aggiungerei romantica (nel senso di romanticismo letterario).
Vi invito ad approfondire la conoscenza di questo musicista talentuoso e passionale cercando il film biografico "Autoluminescent" sul web.
Di seguito riporto la traduzione del post, sperando di non appiattire le sfumature dell'originale in inglese e di non tradire la vena di malinconico entusiasmo che permea il ritratto di Rowland S. Howard tracciato da Francesco.
Buon compleanno, Rowland.
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Buon compleanno oltre la vita a Rowland S. Howard, nato il 24 ottobre 1959.
Un orgoglioso figlio di Melbourne, che ha trascorso gran parte del suo tempo, relativamente breve, su questo pianeta vagando per il mondo, portandosi dietro la propria anima tormentata e trovando nella musica una qualche forma di sollievo artistico. Una musica di straordinaria intensità emotiva, anche quando affidata il più sommesso dei toni di voce.
Dai Birthday Party e dai suoi anni al fianco di Nick Cave, ai Crime & the City Solution, a These Immortal Souls e alle sue registrazioni da solista, Rowland ha abitato un universo musicale che era inconfondibilmente suo. Il suono della sola chitarra era in grado di farti capire chi stesse suonando nel giro di pochi secondi. Il mio amico Alessandro Pontillo stravede assolutamente per lui. Io ho sempre avuto un rapporto leggermente più complicato con la sua musica. Mi piace, ma ho bisogno di prenderlo a piccole dosi. C'è qualcosa in quella cruda intensità, in quell'esposizione emotiva quasi scomoda, che rende l'ascolto prolungato un'esperienza piuttosto impegnativa.
Il che ci porta alla straordinaria versione di "White Wedding" di Billy Idol, originariamente uno dei grandi successi degli anni '80 e trasformata da Rowland in qualcosa di completamente diverso. Registrata per il suo album del 1999 "Teenage Snuff Film", è quasi come se avesse smontato la canzone, ne avesse esaminato le possibilità più oscure e l'avesse rimontata secondo una logica emotiva del tutto differente. La versione originale di Billy Idol ha spavalderia, attitudine e quell'irresistibile energia tipica degli anni Ottanta. Quella di Rowland, invece, sembra raccontare un matrimonio che potrebbe celebrarsi in un luogo decisamente meno allegro.
Eppure funziona magnificamente.
Buon compleanno oltre la vita, Rowland.
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